Omeopatia
QUANTA CONFUSIONE CON L’OMEOPATIA!
Sotto il termine di omeopatia si nasconde una grandissima confusione. Tutto ciò che è di origine naturale viene chiamato omeopatico, dalle creme ai prodotti erboristici, dai dentifrici a prodotti da banco per il raffreddore o per il prurito. Ma cos’è veramente l’omeopatia rimane nebuloso, sembra un qualcosa di palliativo, ma che mai può seriamente sostituire una cura antibiotica e cortisonica.
Cos’è l’Omeopatia
L’Omeopatia è un metodo terapeutico basato sull’applicazione della “Legge di similitudine”, la quale afferma che:
“Ogni sostanza capace a dosi ponderali (ossia elevate) di provocare dei sintomi in un soggetto sano, può, a dosi infinitesimali, guarire quegli stessi sintomi in un soggetto malato”. Può capitare di andare in montagna e mangiare inavvertitamente delle bacche rosse che assomigliano a mirtilli. Dopo poco si è colpiti da febbre violenta, rossore in viso, pupille dilatate, sudorazione e delirio. Si è ingerito delle bacche di belladonna. Se ci troviamo di fronte a una febbre simile, e nei bambini è frequente, per la legge della similitudine somministreremo belladonna, che opportunamente diluita e dinamizzata, non conserva il potere patogeno delle bacche, ma stimola per similitudine il potere di autoguarigione dell’organismo. Ciò che scienza ufficiale contesta all’Omeopatia sono le dosi infinitesimali che si usano per curare, senza ricordarsi che il nostro corpo utilizza anch’esso questo sistema. Per fare un esempio, l’adrenalina viene secreta nell’ordine 1:5 millesimi di milligrammo e ci dà le scariche nervose che ben conosciamo tutti. Con l’omeopatia si possono curare pressoché tutte le malattie, sia acute che croniche. Sull’acuto le risposte sono rapidissime, al contrario di un altro luogo comune che vuole l’azione della medicina omeopatica lenta. Il processo cronico, ha bisogno di più tempo, e può essere risolto definitivamente con la vera guarigione del paziente.
Le origini dell’Omeopatia
Gia’ Ippocrate nel III secolo a.C. e successivamente Paracelso (1493-1542) intuirono la legge di similitudine e l’importanza della “dose”, ma fu un medico tedesco, Samuel Hahnemann (1755-1843), ad introdurre il termine ‘omeopatia’.
Le caratteristiche dell’Omeopatia
L’omeopatia è un’espressione della medicina caratterizzata da un approccio globale e personalizzato al malato. L’applicazione della legge di similitudine richiede di cogliere la totalità dell’individuo, attraverso il dialogo tra medico e paziente. Omeopatia significa soprattutto capacità di distinguere le caratteristiche reattive proprie di ogni singolo malato; così la scelta del rimedio omeopatico più appropriato per il singolo paziente, va modulata in funzione delle modalità reattive personali.
I vantaggi dell’Omeopatia
– I medicinali omeopatici sono preparati a partire da materie prime naturali del mondo vegetale, animale e minerale
– L’uso di medicinali in piccole dosi assicura l’assenza di tossicità diretta e di effetti secondari
– L’omeopatia cura il paziente stimolando le risposte specifiche per il ripristino dell’equilibrio della salute
– L’omeopatia osserva l’uomo nella sua totalità e individualità
– L’omeopatia propone un trattamento personalizzato
– L’assenza di tossicità rende l’omeopatia ideale per il trattamento di affezioni in età pediatrica, nella terza età e in gravidanza
– L’omeopatia è perfettamente compatibile e complementare nei confronti degli altri metodi terapeutici
medicinali omeopatici
La materia prima può essere di origine vegetale, animale o minerale. Il metodo più comune di diluizione e dinamizzazione mediante succussione è quello definito da Hahnemann, secondo il quale la tintura madre viene diluita seguendo la scala decimale o centesimale.
Come si presentano i medicinali omeopatici
La via di somministrazione per eccellenza dei medicinali omeopatici è la via sublinguale in quanto, grazie alla ricca vascolarizzazione, presenta notevole capacità di assorbimento. In caso di impossibilità ( ad esempio nel lattante ) lo si può somministrare diluito in acqua.
Le principali forme farmaceutiche sono:
– GRANULI -
Piccole sfere di saccarosio e lattosio , da assumere in numero da 3 a 5 per volta. Sono prescritti a tutte le diluizioni e rappresentano la forma farmaceutica più utilizzata
– GLOBULI -
Sferule di saccarosio e lattosio, circa 10 volte più piccole dei granuli. Un tubo-dose o mono-dose va assunto in un’unica somministrazione. E’ la forma riservata alle diluizioni alte, prescritte non più di una volta al dì e per un periodo limitato
– GOCCE -
Preparate in veicolo alcoolico a 30°, vanno assunte pure o diluite in acqua, 2-4 volte al dì alla dose media di 15-20 gocce per volta
Come vanno assunti i medicinali omeopatici
Il successo terapeutico di un trattamento omeopatico richiede il rispetto di alcune regole e divieti:
– Sciogliere sotto la lingua granuli e globuli
– Evitare di assumere menta (es. dentifricio), canfora, sostanze volatili e aromatiche, che possono interferire con l’assorbimento del medicinale
– Assumere i medicinali lontano dai pasti, rispettando la posologia consigliata. Almeno mezz’ora prima o un’ora dopo il pasto. 3-5 granuli rappresentano la posologia più appropriata. In generale, nelle forme acute il rimedio va assunto più volte al giorno, mentre nelle forme croniche va assunto a intervalli più lunghi per periodi più lunghi
– Un iniziale accentuazione dei sintomi o la fugace ricomparsa dei disturbi del passato deve essere interpretata come espressione di reattività verso il medicinale. Tale “aggravamento omeopatico” ha un significato favorevole, purché sia limitato nel tempo e non comporti rischi per il paziente
– Non allarmarsi per l’ingestione accidentale di una dose superiore a quella consigliata.
Leggi i consigli: clicca qui




