Fitoterapia


Che Cos’è la Fitoterapia?

La fitoterapia è una scienza che utilizza le piante medicinali nelle loro varie forme a scopi salutistici. E’ sicuramente la più antica di tutte le medicine, in quanto l’uomo utilizza le piante per la salute fin da quando apparve sulla terra ed essa rappresenta tuttora l’unico strumento usato da popolazioni ancora primitive o comunque impossibilitate ad accedere ai farmaci di sintesi.

Di tutte le medicine naturali è quella che più si avvicina alla medicina convenzionale, in quanto agisce sulla base di principi attivi con una ben definita attività sull’ organismo. Tuttavia se ne discosta perché, a differenza di essa, ritiene che l’attività esplicata debba essere ricondotta alla pianta nella totalità dei suoi costituenti, piuttosto che alla sola azione di principi attivi purificati ed isolati.

Le piante contengono infatti delle sostanze identificabili come principi attivi, ma la loro azione in natura non può essere disgiunta dall’ assunzione di tutti gli altri costituenti organici della pianta stessa. Questi principi attivi in alcuni casi possono invece essere isolati o riprodotti e modificati in laboratorio e quindi andare a costituire la base dei farmaci più noti. Basti pensare, per fare un esempio, all’ acido acetilsalicilico che è forse il più noto principio attivo poiché utilizzato nella Aspirina, che deriva dal salice.

Non è invece possibile riprodurre in laboratorio l’insieme dei costituenti della pianta e le relazioni che tra di essi esistono in natura; questo insieme si chiama fitocomplesso ed i suoi elementi sono talmente tanti da non poter neppure essere identificati con certezza. La fitoterapia ritiene che la pianta debba essere utilizzata nel suo complesso per i minor effetti collaterali e la maggior efficacia dovuta alla migliore compatibilità con l’organismo cui appare più affine e pertanto maggiormente bio disponibile rispetto ad una sostanza di sintesi.

Quando la pianta è utilizzata, sia nei preparati tradizionali come tisane o decotti, sia nelle forme più moderne come gli estratti secchi o liofilizzati, essa viene sottoposta ad un processo di estrazione che consente di concentrare i principi attivi. A differenza del passato, le tecniche moderne permettono di misurare i livelli di principi attivi (titolazione) in modo tale da poter dosare con certezza le quantità da assumere e finalizzare l’uso della pianta allo svolgimento di una determinata attività salutistica, garantendo allo stesso tempo la ripetibilità del trattamento nel tempo (standardizzazione).

L’uso terapeutico delle piante medicinali è conosciuto e citato sin nei geroglifici dell’a ntico Egitto, nei testi di cultura orientale risalenti ad oltre 5000 anni fa, passando poi per i Greci e i Romani con una crescente importanza nel secolo scorso fino ad arrivare ai giorni nostri.

Con il termine Fitoterapia perciò si intende la cura e la prevenzione della malattia mediante la somministrazione di farmaci a base naturale.
I farmaci fitoterapici contengono principi attivi derivati esclusivamente dalle piante o da associazione di piante.

La moderna fitoterapia si basa sul concetto della ” attività terapeutica globale della pianta” secondo cui nessun costituente della pianta può considerarsi “attivo” o “inerte”. La pianta medicinale è considerata un organismo unitario nel quale ogni costituente ha un propria ragione d’essere nell’economia fisiologica della pianta stessa, ed esercita una determinata funzione.
Di conseguenza tutti i costituenti della pianta, sia quelli con attività farmacologica che quelli privi di attività farmacologica ma che possono modificare l’assorbimento dei primi, concorrono a determinare l’attività terapeutica globale della pianta medicinale.

Oggi la Fitoterapia è considerata a tutti gli effetti facente parte della medicina ufficiale

Con il termine droga vegetale si intende la parte della pianta utilizzata a scopo terapeutico. Può essere costituita dalla pianta intera o da una sua parte (foglie, radici, ecc.). La fitoterapia non deve essere considerata come la panacea di tutti i mali: esistono malattie nei confronti delle quali è del tutto inefficace.

D’altra parte la fitoterapia si pone come aiuto e anche talvolta come sostituzione alla terapia con farmaci di sintesi per numerose malattie. I dati favorevoli all’utilizzo delle fitomedicine si basano su numerosi studi e sull’uso tradizionale, cioè l’uso che ne hanno fatto i popoli nel corso dei secoli.

Anche la legislazione vigente in Europa prevede il “Farmaco vegetale tradizionale“ che deve “vantare un impiego di almeno 30 anni prima della data di presentazione, dei quali 15 nella Unione Europea“ e “deve aver dimostrato la non nocività e avere effetti farmacologici verosimili in base all’esperienza e all’impiego di lunga data”.

Le piante medicinali da utilizzaredevono essere presenti nelle Monografie OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) o nelle Monografie ESCOP (European Scientific Cooperative on Phytotherapy) oppure provate in articoli scientifici e/o validate dall’uso tradizionale.

La Fitoterapia è quella metodica che utilizza le piante o più esattamente la loro parte attiva a scopo terapeutico. I principi attivi di una pianta medicinale sono quei componenti naturali che per composizione chimica conferiscono ad essa un’attività terapeutica. Tali componenti, presenti nella pianta spesso in quantità estremamente ridotta, necessitano di un particolare metodo di estrazione che ne isolerà il principio attivo.

Questo rigore scientifico permette di ottenere principi attivi concentrati, che potranno essere somministrati sotto forma di capsule.

L’utilizzo terapeutico delle piante risale alla notte dei tempi; se ne trovano le tracce in quasi tutte le civiltà. L’aggettivo “tradizionale” è comunemente legato a questo tipo di terapia. Tale tradizione rimane viva in alcuni paesi, in particolare in Oriente. In Occidente, l’utilizzo delle piante a scopo terapeutico è gradualmente diminuito, a favore delle molecole chimiche di sintesi. Da circa 10 anni, si è potuto notare un rinnovato interesse, continuamente in crescita, verso le piante.